Jun 15, 2014

Interview in Urban Magazine, Italy

And here’s the text of the interview, published in the print and online versions of the magazine:

La Photoart secondo Joseph Ford

Londra. Un concept-store visivo nel quale convivono paesaggi aerei,  close up di moda, food e dettagli architettonici. Le fotografie multi-immagine del fotografo britannico Joseph Ford rompono gli schemi contrapponendo, in un unico scatto, mondi apparentementi distanti come una veduta aerea e i piccoli dettagli di capi d’abbigliamento. Un gioco da ragazzi? Non proprio, occorrono almeno 12 ore per produrre la sovrapposizione perfetta. Come nel caso della campagna scattata per Pepe Jeans London. 

Nelle pubblicità di moda, di solito i vestiti sono indossati, mostrati nella loro integrità o fotografati in un set specifico. Cosa ti ha portato a scegliere una strada diversa?
Siamo abituati a vedere abiti su modelli, in un contesto “umano”, concentrandoci sui dettagli – le cuciture, la forma di una tasca, la curva di una sneaker riportano alle radici del design puro. Mi interessava adottare un nuovo approccio, reinterpretare questo genere.
Nella campagna Pepe Jeans, c’è un focus sui paesaggi di Londra. Qual è il tuo approccio a soggetti così riconoscibili ed enormemente significativi?
Questo aspetto del progetto era particolarmente impegnativo: avevamo bisogno di mettere in chiaro che stavo fotografando Londra, in modo che la gente avrebbe potuto comprendere la connessione tra queste immagini e Pepe Jeans London. Al tempo stesso, volevo portare qualcosa di nuovo alla visione di Londra. Prendere aspetti iconici della città – Piccadilly Circus, la O2, gli autobus rossi di Londra – e sposarli con  dettagli di abbigliamento mi ha permesso di reinterpretare la città stessa. Tutti conoscono Piccadilly, ma vederlo dal cielo e mixato con molteplici strati di vestiti ci permette di vederlo in modo diverso, come una serie di tessuti, modelli e tonalità. La semplice scena di una strada diventa una visione più astratta.
Come ti prepari a scattare per un marchio con un’identità molto chiara e conosciuta come Pepe Jeans?
Proprio come combinare Londra con dettagli di tessuti, modelli e stampe mi hanno avvicinato alla città da un punto di vista fresco,  permettendomi di reinterpretare Pepe Jeans attraverso il prisma di Londra creando una nuova prospettiva sul marchio.
Come ti è venuta l’idea di associare luoghi e capi d’abbigliamento?
Da quando ho iniziato a fare fotografie aeree sono stato affascinato dal modo in cui i soggetti appaiono in natura o in architettura, il che mi riporta alla mente altre strutture e altri materiali. La loro combinazione sembra il logico passo successivo.
Quanto è la componente naturale in una tua foto?
Queste immagini sono molto naturali. Ho regolato un po’ i colori e il contrasto nella post-produzione, ma il lavoro vero è avvenuto nel momento in cui ho scattato. Passo ore, a volte giorni, regolando l’angolazione della telecamera, spostando il tessuto di pochi millimetri a sinistra o a destra, facendo una piega al capo d’abbigliamento. Sono abbastanza ossessivo su questo – l’unico modo per far si che queste immagini funzionino è far combaciare perfettamente la prospettiva e i punti in cui le due immagini si incontrano.
Come definiresti la tua estetica?
Senza trucchi e senza espedienti. Io amo la luce naturale e la uso il più possibile.
Ho letto che hai trascorso diversi anni a Parigi. Ci sono differenze tra il lavoro in Francia e in Gran Bretagna?
Ci sono differenze tra il tipo di lavoro commissionato nel Regno Unito e in Francia, ma il mio approccio estetico e ciò  che mi interessa nelle immagini sono le stesse in entrambi i Paesi.
Hai dichiarato di essere “pronto per ogni nuova avventura”. Qual è stato il tuo servizio fotografico più estremo?
Scattare foto da un elicottero è sempre emozionante, anche la fotografia subacquea è bella, e ho fotografato anche mentre scendevo con una corda doppia lungo una cascata di 50m alle Mauritius, ma un servizio fotografico che ho scattato di recente con un cobra è stato probabilmente il più snervante. L’addestratore dell’ animale ci ha preparato per le riprese dicendo ‘Ci sono solo due cose che dovete sapere sui cobra. Uno: se sono arrabbiati, cercheranno di ucciderti. Due: sono sempre arrabbiati ‘.

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